Centro Diurno “Stella del Mattino”

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Il Centro Diurno Stella del Mattino è un servizio dell’Opera Calasanziana Mamma Bella. Il centro fornisce un contesto protetto in cui far scoprire, o ritrovare, le condizioni per il superamento dello stato di disagio fisico e psicologico, connesso alle situazioni e ai vissuti di provenienza, nell’ambito della famiglia d’origine, offrendo l’opportunità ai genitori di riprogettare il proprio vissuto familiare, e renderlo pienamente accogliente delle esigenze e delle aspettative del minore.

In tal senso, il Centro intende favorire la continuità del legame con le figure genitoriali; il mantenimento, da parte del bambino, di stabili e significativi rapporti con entrambi i genitori, attraverso il supporto costante, e liberante, dei percorsi educativi del Centro.

La semi residenzialità del centro è funzionale all’evitare lo sradicamento del minore alla famiglia, ed a consentire un intervento coevo sulle figure genitoriali, di sviluppo e maturazione, con l’ausilio dell’equipe del Centro.

1. Destinatari
N. 30 bambini e bambine da 3 ai 16 anni

2. Finalità
– Tutela del diritto di ogni bambino ad un habitat adeguato ai propri bisogni.
– Promozione di opportunità di relazione e di socializzazione positiva, che favoriscano la definizione dell’identità
– Sostegno socio-educativo del minore, ed intervento di cura sugli eventuali disturbi emozionali dello stesso.

3. Obiettivi
– Sviluppo di capacità di integrazione con gli educatori e gli altri bambini
– Rafforzamento dell’autostima nel bambino accolto
– Sviluppo di capacità di organizzazione spazio-temporali nel bambino accolto
– Sviluppo di attitudini nei bambini accolti che portino al rispetto di se, degli altri, dell’ambiente
– Sviluppo delle potenzialità cognitive nei bambini e nelle bambine

4. Azioni
Sostegno scolastico: per favorire l’apprendimento cognitivo, correlando a processi educativi personalizzati, e prevenire e/o contenere i disagi legati alla marginalizzazione ed esclusione in ambito scolastico
Attività sportive: per favorire lo sviluppo di dinamiche relazionali positive, l’apprendimento di regole sociali condivise, il confronto con l’alterità, attraverso giochi di squadra e di gruppo
Attività ludico-espressivo-manipolative: per sviluppare la creatività, liberare la fantasia, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità e potenzialità, attraverso laboratori grafico-pittorici, teatrali, di recupero dei giochi delle diverse tradizioni culturali salentine e mediterranee.
Attività di esplorazione dell’ambiente: per educare ad una corretta relazione con l’ambiente e la natura che li circonda, anche attraverso la conoscenza di piante e fiori, il gioco all’aperto, l’osservazione e scoperta della città e dei suoi spazi.

5. Modalità organizzative
Fase di ammissione
Nella fase di ammissione, il Centro coinvolge i Servizi Sociali e Socio-Sanitari competenti, oltre che, ove occorra, il Tribunale per i minori, per una migliore conoscenza dell’utente, ed effettua una prima valutazione multidimensionale dello stesso.

Le richieste di ammissione, comprese quelle derivanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, devono essere valutate e concordate tra gli operatori dei servizi territoriali e l’equipe della struttura, in funzione della valutazione multidimensionale dell’utente e della capacità di risposta della struttura.

In questa fase, il Centro prende in carico l’utente, individua lo stato iniziale dello stesso ed acquisisce altre informazioni al fine di poter esprimere una valutazione multidimensionale ed un obiettivo specifico in termini i di risoluzione del problema e/o miglioramento e/o intervento educativo necessario.

Si procede quindi nel seguente modo:
a) Compilazione, a cura dell’educatore professionale, con l’ausilio dell’assistente sociale, a seguito di primo colloquio di presentazione dell’utente, di schede di ammissione, previo confronto con i servizi sociali e/o socio sanitari competenti.
b) Colloqui, a cura dello psicologo e degli educatori, con l’utente, e con la famiglia, per la predisposizione del PEI, e un’adeguata informazione circa i motivi, i tempi e gli scopi del suo inserimento.
c) Valutazione multidimensionale, in equipe, dell’utente ammesso.

Fase di inserimento

Nella fase di inserimento, si attua il Progetto Educativo Individualizzato.
Il personale educativo si deve rapportare all’ospite rispettando la sua riservatezza e la sua identità, valorizzando la sua persona attraverso la cura, sia dal punto di vista fisico che psichico.

In questa fase, viene individuato, a cura del coordinatore pedagogico, un educatore responsabile dell’inserimento, il quale ha il compito di curare la dimensione relazionale, attraverso la creazione di dinamiche relazionali positive ed attente.

L’inserimento deve essere graduale e accuratamente documentato, anche con aggiornamenti delle schede personali iniziali, e deve coinvolgere periodicamente, da un punto di vista informativo, attraverso l’opera dell’assistente sociale, i Servizi Sociali e/o Socio Sanitari competenti, oltre che, ove occorra, l’Autorità Giudiziaria.

Fase di dimissione

L’avvio della fase di dimissione, salvo circostanze indipendenti dalla volontà della struttura, deve subordinarsi al documentato raggiungimento degli obiettivi definiti nel Progetto Educativo Individualizzato.

Anche questa fase è accompagnata da una attenta documentazione, e dal coinvolgimento dei Servizi Sociali e/o Socio Sanitari competenti, oltre che, ove occorra, l’Autorità Giudiziaria, sia per la co-verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati nel PEI, che per facilitare un graduale processo di dimissione dell’utente.

6. Metodologia Educativa
La metodologia educativa dipenderà dall’età e dall’omogeneità ed eterogeneità con quello della struttura in generale, dovrà essere strettamente connesso e integrato con gli interventi che seguono l’inserimento.

Si prevedono interventi prevalentemente a carattere socio educativo, di supporto psicologico, ricreativo culturale e di socializzazione, articolati in base all’età dei bambini, anche per gruppi differenziati.

La strategia educativa vedrà la propria attenzione attraverso la circolarità della metodologia di lavoro costituita da:
a) progettazione;
b) sperimentazione;
c) verifica delle attività e dei singolo interventi al fine di una puntuale riprogrammazione e documentazione dell’interop intervento educativo.

7. Documentazione
La documentazione interna al Centro Diurno prevede almeno:
– Cartella personalizzata dell’ospite
– Diario di bordo
– Registro presenze
– Scheda di ammissione
– Scheda di valutazione ed osservazione
– Relazione individuale di ogni utente
– Verbale delle riunione del’equipe

8. Attività di misura, analisi e miglioramento
Il Centro Diurno si fa garante del monitoraggio e della verifica delle attività e dei processi di erogazione del servizio, attraverso la predisposizione di un apposito sistema interno.

Devono essere messi in atto strumenti e procedure di rilevazione della soddisfazione del minore, della sua famiglia e del committente.

Il Centro, peraltro, dipendono dalla Casa di Procura della Congregazione delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio, ed essendo inserito nella rete delle strutture di accoglienza per minori della stessa, è sottoposto periodicamente a monitoraggio  e valutazione dei risultati conseguiti e documentati, e ha ampia possibilità di confronto e scambio constante con altre strutture ubicate nell’intero territorio nazionale.

9. Equipe
Coordinatore pedagogico con laurea in pedagogia o scienze dell’educazione, responsabile dei processi educativi interni alla struttura e delle attività laboratoriali.

E’ responsabile degli interventi educativi individuali, affinché il servizio corrisponda al progetto previsto per ogni singolo minore.

In stretta collaborazione con gli operatori del gruppo educativo, si occupa della presa in carico del minore.

Provvede alla organizzazione delle attività quotidiane, in particolare alle attività laboratoriali, secondo la programmazione stabilita settimanalmente dall’equipe, in collaborazione con il gruppo educativo, organizza i turni degli educatori, i premessi straordinari, la sostituzione degli educatori in servizio.

E’ responsabile degli strumenti di osservazione e delle schede di ogni utente e di tutta la documentazione interna della struttura.

Psicologo – responsabile dei processi psicologici

Supporta l’equipe ed il gruppo educativo da un punto di vista psicologico, relazionale e formativo, curando la programmazione di percorsi in tal senso.

Segue e accompagna il minore durante la sua crescita psicologica, attraverso un processo terapeutico individualizzato.

Collabora costantemente con gli educatori nella predisposizione del PEI, e nella progettazione, supervisione e verifica degli interventi sul minore.

Attua processi formativi sulle dinamiche di gruppo dei minori e sui processi di cambiamento, funzionali ad una migliore interazione-integrazione e crescita del gruppo stesso.

Educatori, con compiti di cura dei percorsi educativi, del sostegno scolastico, dell’animazione, dell’attività di laboratorio e si avvalgono della collaborazione dei S.S. Territoriali competenti.

10. Modalità di finanziamento
– Rette e contributi erogati dai Comuni di residenza degli ospiti
– Lasciti o donazioni
– Contributi di enti pubblici
– Partecipazione a progetti finanziati dall’Unione Europea
– Partecipazione dell’ente Congregazione delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio al Piano di Zoona di Campi Salentina (LE), di cui alla L. 328/00 e alla L.R. 17/03

pdf Carta dei Servizi Oasi Mamma Bella